reviews
"All Harm Ends Here" (2011)
la scena - vittorio lannuti - 27.12.2011
Colpisce positivamente l'esordio sulla lunga distanza di questo quartetto bolognese, che si era fatto conoscere nel 2009 con l'ep "Sometimes it's better to wait". Con "All harm ends here" gli Ofeliadorme dimostrano di non essere poi così distanti da quanto realizzato da gruppi/artisti come Blonde Redhead, Sonic Youth, Cat Power e P.J. Harvey. Il sound è sempre in bilico tra avvolgenti delicatezze sonore e decise sferzate rock...
sonof marketing - giacomo cortese - 06.12.2011
...Un album, dunque, assai valido, che accompagna ed accarezza, ma che è anche in grado, in alcuni punti, di infiammare l'animo. Sicuramente una prova riuscita per questo gruppo emiliano, ingiustamente poco conosciuto nel nostro paese; speriamo che All Harm Ends Here possa diventare per loro un buon trampolino di lancio per emergere nel panorama musicale italiano, troppo spesso insensibile e pieno di pregiudizi verso i suoi frutti anglofoni, sovente costretti a cercar fortuna all'estero.
rockit - eleonora chiari - 13.10.2011
...Ho lasciato questo album sulla mia scrivania senza ascoltarlo per mesi. Decisamente troppo, ma non è ancora tardi per un
repeat all senza sosta.
trebuchet magazine - kailas elmer - 04.06.2011
It’s rare to hear an album as well produced as this. Everything sits perfectly recorded and played. The songs build and lift the listener up to a slightly noiresque void. It feels like familiar territory but Ofelia Dorme present a ticket to a type of musical space that not many bands can issue...
the girls are - lux chell - 22.05.2011
The Italian four-piece have an astonishing talent for capturing the sound of something beautiful dying. Following in the footsteps of post-rockers like Godspeed You! Black Emperor, the band swap instruments to create a landscape of soaring noise....
a god-awful small affair - bugsy2301 - 22.04.2011
...After Bono finishes on Bono there's a brief and quiet clashing of drums. I think this is a pretty effective metaphor for the band's sounds and the general feel of the album - it's tentative, it's overall pretty quiet, but it's also full of so much emotion and theatricism that it's the perfect example of minimalism in rock music. There are plenty of nice tunes on display but it's the overall attention to detail that makes Ofeliadorme my second favourite thing to come out of Italy after pizza...
utopicmusic blog - carlo trevisan - 17.04.2011
...Many excellent bands like OfeliaDorme have come out of Bologna. Musicians from this city have learned to use binoculars (or even a telescope) to contemplate faraway places for inspiration. OfeliaDorme is an excellent example of this talent and maybe one of the best examples that Italian indie rock has to offer...
roar magazine - bebo - 12.04.2011
...Tutto il male finisce qui, senza desolazione a pochi passi dalla luce in fondo al classico tunnel. Bellissime chitarre, arrangiamenti mai troppo pomposi -ed è un grande pregio - e grande capacità di maneggiare la canzone in una forma più ariosa ed eterea, ma soprattutto molta classe per una band al proprio esordio in formato...
lsdmagazine - francesco santoro - 29.03.2011
...All Harm Ends Here, debut album del gruppo bolognese, mantiene intatti alcuni caratteri della "Ofelia" di Rimbaud: afflitto e maestoso è il tema di quei versi, altrettanto mesto e solenne è il carattere di questo disco. Scampoli di lucentezza guizzano in mezzo a profonda oscurità. Toni di grigio si stemperano o, più frequentemente, si incupiscono nel buio di liriche abilmente indirizzate dalla voce di Francesca. Tra pop ed elettronica è un continuo fluttuare di brani introspettivi cantati in inglese, accompagnati da chitarre minimali, onnipresenti tastiere e ritmi stinti...
cavie, culturalmente modificati - 28.03.2011
...Fotografie. Parole in libertà. Un ventaglio di colori aperto su un orizzonte immaginario. Ogni canzone è una fotografia immortalata durante qualche viaggio musicale del quartetto e suonata con una certa bravura. Gocce di acqua che scivolano lente su un pavimento di foglie colorate. Un quadro fatto di mille colori, tutti amalgamati. Il gatto che insegue il topo, con la stessa naturalezza si inseguono le note....
rumore - barbara tomasino - n.230 - mar.2011
La prima cosa da sottolineare in questo debutto dei bolognesi Ofeliadorme (in omaggio a una poesia di Rimbaud) è la voce di Francesca Bono, impegnata anche alla chitarra e alle tastiere: esile e sognante, lungo uno spettro d'emozioni decadenti (Paranoid Park)...
frigidaire - l'alligatore - n.232 - mar.2011
...Liberatorio, teso al punto giusto per spaccare e far uscire le tossine. Mi auguro diventi la colonna sonora della prossima primavera e di quelle seguenti.
music in - lucio lussi - 17.03.2011
...Hanno saputo attendere, e dopo una serie di concerti anche oltreconfine – Londra, Manchester e Bruxelles – hanno raggiunto una maturità musicale apprezzabile, ampiamente dimostrata nel nuovo lavoro All Harm Ends Here...
the sirens sound - 17.03.2011
...The new record hosts dilated acoustic moments, whispered ballads and tunes with a stronger electric flavor (i.e. “Ian”, an overt tribute to Ian Curtis). Held together by a cohesive mood, this record takes the listener by the hand through a variety of micro-worlds...
alt interstate - mark - 11.03.2011
...It's difficult to pigeonhole Ofeliadorme - who balance some inventive instrumentation with Bono's wonderful vocals - into any single genre, but experimental indie rock or post-punk might get close...
audiodrome - giampaolo cristofaro - 05.03.2011
...è vero che riverberi, alternanza pieno/vuoto e un cantato à la Kim Gordon in vena di “cantare” per davvero non sono certo una novità, ma il tutto viene ampiamente bilanciato da un’intensità cruda e, a guardare bene, raffinata e per nulla scontata. È una roulette russa in affascinante equilibrio tra suono e forma canzone, mostrando le unghie proprio quando è facile lasciarsi andare a soluzioni telecomandate...
leonard's lair - leonard - 03.03.2011
...‘All Harm Ends Here’ is too inconsistent to be called great but there are definitely enough great moments to suggest why they have gathered interest outside their native Italy.
stordisco - giovanni amoroso - 26.02.2011
...Uno dei pezzi più riusciti della band è "Naked Evil", la più emozionante, quindi anche meno ricca di richiami a canzoni già ascoltate. Il disco si chiude con "Eve" una canzone acustica, con il cantato che ha un riverbero dove, in teoria ci sembra di essere fuori dalle lenzuola, ma in pratica si sta volando con la fantasia, come succede spesso nei sogni.
komakino - pall youhideme - 25.02.2011
...Ofeliadorme can show on their intimate pop music imaginary, made of subtle, rarefied melodies, principally feeded with gentle guitar arpeggios, electric and acoustic, always under the key of delicacy, lulled by Francesca Bono's melancholic vocals inventions, one of the most promising in our local indie non-scene...
...finalmente gli Ofeliadorme possono dare luce al loro immaginario di intima pop music fatta di sottili, rarefatte melodie, nutrite principalmente da gentili arpeggi di chitarra, elettrica e acustica, sempre nella chiave della delicatezza, cullati dalle invenzioni malinconiche della voce di Francesca Bono, una delle più interessanti nell'indie nostrano...
outune - stefano masnaghetti - 24.02.2011
Gli Ofeliadorme sono un quartetto bolognese di belle speranze, qui al loro primo album vero e proprio, dopo l’EP “Sometimes It’s Better To Wait” (2009). Il “belle speranze” sia detto senza alcun intento ironico, perché in “All Harm Ends Here” potrebbero essere contenuti i prodromi per una carriera importante e ricca di soddisfazioni. Quello che colpisce innanzitutto è il respiro internazionale della band, sia a livello lirico sia a livello sonoro. Tutti i testi sono in inglese, ma a differenza di molti altri act italici la pronuncia è di primo livello...
mag music - davide ingrosso - 23.02.2011
Nonostante l’inspiegabile mancanza di un’etichetta pronta a sostenerli, da qualche tempo sentivo un certo chiacchierare intorno ai bolognesi Ofeliadorme. L’abilità e l’efficienza, che tante volte ingannano, del web? Il frutto di tanto passaparola e di precise mosse “commerciali”? O, soprattutto, la bravura e la capacità? Una volta tanto è proprio quest’ultima ipotesi ad averla vinta...
l'isola - andrea romeo - 22.02.2011
...Un debutto sicuramente di altissimo profilo, tecnicamente ineccepibile e musicalmente ricco di momenti affascinanti, che fanno sperare in interessanti sviluppi.
musicaoltranza - 21.02.2011
Rock d'autore come portata principale, indie e divagazioni soniche come contorno. L'album ci piace, ha un'impronta più minimale rispetto al precedente ep, e conta almeno 3 (tre) capitoli di tutto rispetto, brani dall'accento più internazionale che Nostrano...
rebel riffs - steve gilmore - 21.02.2011
...Ofelia Dorme delight in being different, I find them absolutely impossible to categorise because their music is a blend of almost everything from post punk to out and out experimental and if you think I'm joking listen to Paranoid Park and Ian in that order and tell me I'm wrong...
indie eye - francesco cipriano - 18.02.2011
Ramificato attraverso l’onestà intellettuale di una scrittura ponderata che, non sempre a dire il vero ed al contrario di qui, è manleva del savoir faire musicale, All harm ends here dei bolognesi Ofeliadorme tratteggia, con assoluta franchezza, i contorni di un percorso maturo e consapevole altrettanto onesto sul fronte delle novità ma che stupisce per intensità, godibilità e buona fattura...
musica sotterranea - stefano grimaldi - 18.02.2011
...l'album si divide tra l'elettrico e l'acustico, tra echi rumorosi e ballads scarne ed evocative che svelano una cura dei suoni e degli arrangiamenti a dir poco notevole. "All Harm Ends Here" è una tra le migliori autoproduzioni degli ultimi tempi. Consigliato!
la voce di mantova - fabio guastalla - 18.02.2011
...Non vale la pena di perdere tempo alla ricerca di generi o etichette: gli Ofeliadorme, alla prima prova sulla lunga distanza dopo l'ep di debutto, dimostrano un talento che sfugge a classificazioni...
shiver - lorenzo tagliaferri - 16.02.2011
Ecco la pistola fumante. La prova che mette gli Ofeliadorme davanti alla realtà dei fatti; questi ragazzi sono talentuosi e non possono, a ragione, restarsene senza un contratto. La certezza è che una previsione del genere, a sentire questo All Harm ends here, è di disarmante semplicità...
mp news - giulia lubian - 14.02.2011
...Mi sveglio in un sogno: sono in un bosco di ombre verdi e blu, passi scalzi su muschio vellutato. Una luce surreale taglia la scena scolpendo il vapore spumoso che esala dagli alberi. Tutto è olfatto, vista, tatto. L’udito è confuso: suoni dolci, tintinnii e sussurri, sensazioni che colpiscono a ondate, leggere e calme. Sento dei grilli, credo sia tardi e mi chiedo se non dovrebbero aver già smesso di frinire...
sound check - daniele bucossi - 14.02.2011
...Un disco gradevolissimo, se lo ascoltiamo con orecchie vergini e facciamo finta di non esserci sbagliati a credere che sentendo la prima traccia “Paranoid Park” abbiamo inserito per errore gli YEAH!YEAH!YEAH! nel lettore, o che la successiva “Ian” sembri partorita da una session tra Kim Deal e PJ Harvey...
losthighways - vladimiro vacca - 07.02.2011
...Gli OfeliaDorme non vogliono inventare nulla, vogliono solo scrivere canzoni che restino impresse nell’anima dell’ascoltatore, e ci riescono alla grande, forse anche meglio di blasonate band della terra di Albione degli ultimi tempi. C’è una cura infinita dei particolari, gli arrangiamenti sono funzionali alle atmosfere del disco e la voce di Francesca Bono è un dono divino da scoprire....
la bottega di hamlin - marco loprete - 04.02.2011
...In conclusione, "All Harms Ends Here" è un album di discreto livello ma non il colpo al cuore che era lecito attendersi da una band con le potenzialità degli Ofeliadorme. Bono, Modica, Izzia e Postpischl hanno infatti tutti i mezzi (tecnici ed espressivi) per poterci stupire e siamo certi che lo faranno, prima o poi: bisogna solo aver pazienza. Del resto, siamo pur sempre di fronte ad un debutto e la mancanza di un tratto deciso, personale è ampiamente giustificabile.
indie bands blog - tim - 04.02.2011
OfeliaDorme have a new release, All Harm Ends Here, coming to the table very soon and I am delighted to be able to offer a perspective on the release...
il mucchio - federico guglielmi - n.679 - feb.2011
Dopo più di tre anni di attività, gratificata di riscontri anche fuori dai confini nazionali e concretizzatasi in un ep anch’esso autoprodotto (Sometimes It’s Better To Wait, 2009), per gli Ofeliadorme è arrivato il momento di provare a fare sul serio. All Harm Ends Here è comunque assai più di un tentativo, magari velleitario: si tratta invece di una prova di buona autorevolezza, che pur non vantando soluzioni sorprendenti sotto il profilo della personalità evidenzia ispirazione, sensibilità e maturità superiori a quelle che si attenderebbero da una band di fatto esordiente...
blow up - enrico veronese - n.153 - feb.2011
Oggi è difficile incontrare una band che quando pensa e scrive le canzoni sia mossa da esperienze artistiche di altra fattura, romanzi, filmati, figure. ..."All Harm Ends Here" - bel titolo, da fine delle sofferenze e forse liberazione, rinuncia - il disco italiano tra i più internazionali del mese, dove non scorre mai due volte la stessa acqua...
beat magazine - mara guzzon - n.54 - feb.2011
E' un viaggio tra atmosfere oniriche, echi e percorsi sonori ovattati questo album d'esordio del quartetto bolognese...
...Di indubbia qualità esterofila, non è un caso infatti che la loro musica live sia da poco stata portata in tour anche in Europa. Da tenere d'occhio, quindi.
rock shock - antonio viscido - 31.01.2011
...E’ importante che dopo un po’ di tempo di noia, finalmente ascolto un disco che mi va di riascoltare una volta terminato, e questo è già un gran bel segno. Se poi ci mettiamo la bella voce di Francesca Bono, abilmente mescolata alla nebbia mattutina che la rende eterea, la cosa è ancora più piacevole...
sound36 - claudio donatelli - 30.01.2011
...Con questo disco, molto probabilmente, gli Ofeliadorme hanno tentato di farci conoscere le loro tante peculiarità. Molta competenza musicale, idee precise, grande passione e voglia di esprimersi. Il disco è generoso e ben suonato, si farà spazio!
dance like shaquille o'neal - e.e. ferrara - 27.01.2011
...È un album sicuramente di facile ascolto, ma non per questo scontato: man mano che si va avanti, ci si rende conto che c’è qualcosa di più. Di impatto nord europeo, le tonalità sono alte e caratterizzate da chitarre che si affrontano, il tutto coordinato da questa voce suprema. Undici brani che si alternano passando da toni acustici a toni elettrici con le chitarre sempre in primo piano; in tutto l’album si rintraccia il dualismo tra sonorià dimesse e sonorità più accese, tuttavia c’è un filo conduttore che è quello dell’essenzialità della canzone, della melodia, degli arrangiamenti e della voce...
the webzine - brizz89 - 22.01.2011
...No, non dilunghiamoci troppo: All Harm Ends Here è un disco ben prodotto, ben suonato e ben ideato. Racchiude la storia del folk-pop (o freak folk, o psychfolk, o come lo volete chiamare…) riarrangiata all’italiana, con le piccole impennate rock che sono quelle che lo salvano dal baratro della banalità (vedi “Burning”), ma lo sguardo (semi)acustico che invece lo trattiene in alto per emozionalità e coinvolgimento è proprio quello che ne chiarifica la sua resa contro i nostri timpani: niente di nuovo, molto da apprezzare. Un disco onesto, non da santificare, ma da tenere sott’occhio, perché riascoltato il giusto numero di volte potrebbe piacerci molto di più.
indie-zone - Tum Vecchio - 17.01.2011
...Apre di nuovo gli occhi con questo LP autoprodotto “All Harm Ends Here”. Un manifesto alla liberazione dei sensi sottoscritto da questo quartetto di stanza a Bologna. Un invito garbato a sedersi qui sul prato senza aver paura di sporcarsi i jeans, qui dove i piccoli rumori si fanno melodia e ogni movimento prende il potere di sorprendere. Lo spavento si tramuta in delizioso rapimento e la voce di Francesca si muove suadente con il piglio di Nina Nastasia...
sentireascoltare - Luca Baracchetti - 15.01.2011
Primo passo sulla lunga distanza per i bolognesi Ofeliadorme dopo l'ep Sometimes it's better to wait del 2009. Le undici tracce di All harm ends here raccontano di un combo dall'aspetto (quasi) bifronte: elettrico in odore del più canonico brit-pop radioheadiano per le prime sei tracce, acustico o semiacustico dalla settima in poi, uno strumentale psychfolk dal titolo omaggio a Whitman Leaves of grass...
"Sometimes It's Better To Wait" (2009) click to open
cavie, culturalmente modificati - 23.03.2011
...Questo ottimo Ep, scaricabile gratuitamente tramite la pagina download del gruppo(ma anche acquistabile) ha un sapore molto internazionale. Un po' Pj Harvey, un po' Prikosnovènie e un po' con qualche tocco della nostra terra italica....
musicscan - Dominik - 29.01.2010
Ganz ohne Begleitschreiben, ohne umschreibende Worte, die durch ihre Unzulänglichkeit ohnehin häufig keine andere Informationen außer das Verkaufsinteresse eines Labels beinhalten, erreichte mich die EP "Sometime It's Better To Wait" von OFELIA DROME. 'To Wait' eröffnet die Scheibe und präsentiert einen fragilen Sound mit leicht dissonantem Akustikgitarrenspiel und hypnotischen 3/4 Takt...
pretentious asshole - Buddy Satan - 02.01.2010
...La suite m’a fait beaucoup penser à Blonde Redhead, un petit côté bluesy acoustique en plus. Extrêmement sympathique mais ça me fait pas un second trou de balle. Dommage car en ces périodes de fin d’année, avec toutes les matières grasses et alcolisées ingérées, j’en aurais bien besoin.
nerdy frames - Conan - 22.12.2009
From Bologna, Italy comes Ofeliadorme who are a four piece acoustic/rock band that makes some thought provoking and at times, very emotionally driven music. Now I’m not one to know the inner guts of acoustic/rock music because it’s normally not my foray of genres that I plop into my ipod on the regular, but this is one EP that demands your attention for one brief moment of your time...
tasty - SB - 10.12.2009
My guess is that hardly anyone reading this site will have heard of Ofeliadorme before. Hailing from Bologna, this four-piece may be the best kept secret in Italy. This EP has a timeless quality but it is also very clearly a product of the present. The band manage to form twisting, turning pieces that don’t throw you about on a musical roller coaster but gently coerce and lead you by the hand down the path they want to follow...
beautiful freaks - AP - 02.12.2009
Atmosfere acustiche, con piccoli innesti elettrici ed elettronici, toni malinconici e sognanti e una voce delicata ci accompagnano nei sei brani racchiusi in questo mini-cd che ti incanta e ti rapisce e vorresti non finisse mai di cullarti. Nulla di nuovo all'orizzonte, pensate alle Cocorosie e ai loro "rumorini di fondo" e ad una P.J. Harvey meno spigolosa ed eccovi serviti l'esordio degli Ofeliadorme: un disco bello, curato il giusto, che incanta senza bisogno di tanti orpelli.
losingtoday - Marcello Berlich - 24.11.2009
Un disco che affascina e che lascia attendere con curiosità una prova sulla più lunga distanza per il gruppo bolognese...
loudvision - Stella Mattioli - 24.11.2009
Agli Ofelia Dorme piacciono le chitarre: lo si sente in "New Pieces Of Science", canzone in cui la voce di Francesca risalta quasi si trattasse degli Yeah Yeah Yeahs acustici, e nella dolcissima "To Wait". Ma in genere, in ogni pezzo dell'album si fa un grande uso di chitarre dagli echi radioheadiani, con la batteria a scandire a ritmi lenti un rock acustico di matrice inglese....
audiodrome - Marco Renzi - 23.11.2009
Per fortuna, non siamo davanti alla solita zuppetta indie, ma a qualcosa di più solido con qualcosa da comunicare. In questo loro ep d’esordio, gli Ofeliadorme si autoproducono e mettono le basi per un percorso musicale che con molta probabilità potrebbe aver maggior fortuna in terra straniera, piuttosto che nello Stivale...
indie bands blog - Tim - 19.10.2009
Many bands try to create an atmospheric moods to their music, but few manage to capture this as effectively as Ofeliadorme. The haunting voice of Francesca instantly transports the music to somewhere other-worldly. The music floats between acoustic laden melodies, to louder darker pieces, with superb percussion provided by Michele...
èos - Carlo Venturini - 09.10.2009
Il sottobosco musicale italico è pieno di gioielli. Ma di certo questo lo sapete già. Spesso, questi gioielli rimangono lì, magari qualcuno li scova ma non ha la forza o il coraggio di tirarli fuori. Tra quelli in attesa di essere portati definitivamente alla luce ci sono gli Ofeliadorme, quartetto di stanza a Bologna, dedito a sporcare di sporadici inserti elettronici la sostanza elettro-acustica, che non sarà ricetta nuova ma che in questo Sometimes it's better to wait è declinata all'insegna del gusto e del senso della misura...
one kind radio - Xtine - 15.09.2009
...Definitely recommend checking out this EP. My favorite track is "Bells" — I've found it's most perfect lying down, headphones on and ignoring the world.
lost highway - Vladimiro Vacca - 13.09.2009
...Zitti per favore, Ofeliadorme ed è delicatezza fatta suono. E' il paradiso che si cerca nella ascolto di un disco. Questi quattro ragazzi di Bologna in punta di piedi entrano nel salotto intimo dell'ascoltatore e squarciano il silenzio senza distorsione, con una voce suadente e profonda accompagnata da soluzione acustiche e a volte elettrico/elettroniche di rara bellezza...
indie zone - Diego Ghidotti - 12.09.2009
...Gli episodi forse meglio riusciti sono infatti dove musica e voce sono maggiormente legati (anche se quest'ultima viene appunto limitata da questo aspetto) sono le ipnotiche "New pieces of science" e "6:17 pm".
Godibilissima la canzone che apre l'EP "To Wait" che ci ricorda il periodo "Orchidea porpora" di Lara Martelli, un cantautorato rock carico di intensità e profondità...
smemoranda - L'Alligatore - 11.09.2009
Pure i bolognesi Ofeliadorme sono presenti con un loro pezzo nella compilation Canebagnato. E pure loro hanno una delicatezza, o meglio una dolcezza di fondo molto apprezzabile. Solo sei pezzi in questo loro ep autoprodotto, indie-pop-rock fin nel midollo con l’indimenticabile voce di Francesca a trascinare. Melodie ipnotiche come “New Pieces of Science” dal buon ritmo e una macchina da scrivere in sottofondo, melodie più classiche come nell’intima “Bells”, dai fantastici giri di chitarra ed echi Sleater Kinney, melodie psico-rock dilatate/dilatanti come nella fortissima (ti sembra di essere lanciato in aria) “This World”.
Gli Ofeliadorme non dormono. Forse qualche discografico sì. Si svegli, perbacco...
altsounds - Dead Letter Office - 08.09.2009
Well this came as something of a pleasant surprise. Italy's Ofeliadorme have released their debut EP "Sometimes It's Better To Wait" on their own label and have very much let the music do the talking. This is darkly tinged acoustica informed very clearly by the aesthetics of post-rock and electronica. The result is almost like a cross between Mazzy Star, Portishead and Bat For Lashes, in short it's gorgeous, sultry, sexy and more than a little dark...
even in the future nothing work - Christopher B. (Series Two Rec.) - 15.08.2009
...the most beautiful higher voices i have heard in quite a long time...
rebelriff - Steve Gilmore - 31.07.2009
...I think this material is self produced and a huge pat on the back for everyone involved is well in order; some of the best overall sounding tracks i have heard this year. It's the quality of the songwriting and performance that nailed me though and i suspect you'll probably be influenced by them too...
...what? rock? acoustic? Whatever, best thing I've heard all year. Don't miss this.
komakino - Pall Youhideme - 21.07.2009
...This EP is a delightful introduction to Ofeliadorme, - appealing, sometimes soothing, sweet and melancholic, - not the next big thing under the summer sun, but probably the perfect company to drive back home at night.
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...Questo EP è una deliziosa introduzione agli Ofeliadorme, - ha un suo fascino spesso lenitivo, dolce e malinconico, - non sarà il tormentone del momento sotto il cuocente sole estivo, ma probabilmente sarà di perfetta compagnia la prossima volta che guiderete di notte verso casa.
rockerilla - Massimo Marchini - 15.07.2009
C'è molto sapore di pop d'autore contemporaneo in questo ep d'esordio della band di Francesca Bono.
Profumi di pop d'autore, Portishead, qualcosa di Cat Power forse, qualcosa di...
Testi in inglese e suoni convincenti, registrazioni accurate che altro non fanno che confermare il titolo che ci sembra azzeccato. Dal 2007, anno di formazione come duo acustico (e tutt'ora l'ambientazione acustica è quella dove danno il meglio) assieme a Gianluca Modica, solo ora OfeliaDorme giungono a una prova discografica e aspettare è probabilmente stato un bene vista la qualità del progetto che ha un intenso sapore internazionale e che dei quattro membri fa trasparire le certe ottime letture, particolarmente evidenti delle tenui, diafane sincopi di "6:17 p.m.", il nostro brano preferito.
hate tv - Antonio Garosi - 15.07.2009
...Nel modo di suonare degli Ofeliadorme c'è un sapore dolce-amaro che se all'inizio sembra una flebile presenza col passare delle canzoni si impone sempre di più sull'ascoltatore, trascinandolo in una cupa dimensione interiore dove ogni sensazione sconvolge solo per il fatto di esistere...
sweeping the nation - Simon - 29.06.2009
...One such is Ofeliadorme, who like both of the aforementioned are clearly aware of post-rock and are taking its influence into quieter, more structured areas. There's elements of Low's slowcore disturbance allied to the minimal raw, otherworldly appealing of the first half of Cat Power's discography, Francesca Bono's vocals between that spooked intimacy and Polly Harvey's force of nature. Dark and mystical, almost spiritual were it not for the fact that there's some quite worrying things going on, it's lilting but not quite lulling anyone into false senses of security.
rock&dintorni - Gidan Razorblade - 22.06.2009
...Il tocco leggero che attraversa con semplicità il songwriting semiacustico della composizioni, come un alito mirato su un vetro che ti permette di appannarlo e di scriverci un qualcosa. Senza però sparire.
slowacoustic - Smansmith - 14.06.2009
Ofeliadorme is part shoegaze, part ambient with a shake or two of dark ominous on top. There are the haunting vocals of Francesca Bono that bring the mostly acoustic backing to life – you almost feel like looking at yourself from outside your body, but in a hypnotic slow motion. To call it “moody” is insulting, to describe it as both spooky and beautiful is a start, but to find it delicate with an edge is where it makes a home. Very nice.
il mucchio - Aurelio Pasini - 03.06.2009
...Sei le canzoni qui contenute, che convincono dal punto di vista sia compositivo che degli arrangiamenti, all'insegna di una cura notevole per i dettagli e gli incastri senza però che questa vada mai a discapito dell'onestà e dell'intensità del tutto. ...il nostro consiglio è di segnarsi il nome degli Ofeliadorme, in virtù non soltanto delle soddisfazioni che potrebbero riservare in futuro ma anche di quelle che già oggi sanno regalare.
rockpulse - Rob S - 31.05.2009
...It must be said that OD's music will not appeal to all readers, the mysterious lyricism and wistful tone making this an acquired taste, but for those in need of relief from the heavier end of the rock spectrum and willing to explore different styles, this band provide an interesting alternative.
saltinaria.it - Fiorenza Panaccio - 20.05.2009
...“Sometimes It's Better To Wait” è un lavoro molto sentito e molto bello, dall'ammaliante e straziante dolcezza, nel solco del cantautorato più lirico che sembra avere in sé il germe di una splendida, delicata, crescita artistica.
musicaoltranza - Mauro Nigro - 18.05.2009
Bello questo progetto delicato. Questa voce femminile su tappeti minimalisti...
zero.eu - Maria Grazia Izzo - 21.02.2009
Cammineremo rapiti da creative sperimentazioni, con occhi socchiusi cercheremo la via per l'estasi dei sensi, mentre il capo ondeggerà leggiadro tra le basse luci colorate.